RACCONTI E SCRITTURE BREVI - Le gambe corte (6)
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    A cura di Giulia Muscatelli
    Alcuni libri nascono da un’idea forte, altri da una suggestione. In rari casi nascono dal bisogno di capire qualcosa che non era ancora chiaro prima che venissero alla luce. Brave con la lingua è questo: una raccolta di racconti di quattordici autrici italiane che usano la narrazione come strumento per liberarsi delle parole chiuse – ecco il loro nome – che per anni le hanno incastrate all’interno di definizioni errate. Quattordici autrici che ci aiutano a comprendere la condizione della donna nel nostro Paese e come questa sia anche una questione di linguaggio.

    Certi libri si pubblicano con la speranza che possano insegnarci qualcosa: come essere un po’ più bravi con la lingua, per esempio.

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    La gelosia di un uomo che si improvvisa detective, una festa che potrebbe significare la fine dell’inverno, l’attesa di un figlio, una notte senza alba, un’asta dove ci si aggiudica articoli davvero originali, una foto che racconta un amore perduto, sogni troppo realistici, l’invadenza di nuovi vicini di casa.
    Queste e molte altre le inquietudini che serpeggiano all’interno della raccolta, ognuna recante una dose unica, profonda e densa di emozione, di stupore, di meraviglia, di straniamento.
    Le voci e le esistenze dei personaggi, che sembrano parlarsi da un racconto all’altro, costruiscono la narrazione di un mondo surreale, grottesco, rovesciato. Eppure il lettore se volge lo sguardo dall’inganno consueto, comprende che questa non è altro che la realtà.

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    Nella nostra epoca del preconfezionato, non c’è atto di ribellione come possedere una buona cassetta degli attrezzi. Da piccoli guardavamo con curiosità quella di nostro padre, e solo dopo molti anni abbiamo capito che tutti quegli attrezzi potevano essere usati in tre modi diversi: per aggiustare qualcosa che si è rotto, per inventare qualcosa che prima non c’era, e soprattutto per capire come funzionano le cose. In questo manuale troverete dieci racconti, abbinati a dieci strumenti classici della scrittura creativa; se è vero che non c’è pensiero senza linguaggio, allora bisogna smetterla di essere utenti passivi delle parole, e diventare protagonisti: sia che si legga, imparando ad apprezzare i buoni autori e a difendersi da quelli cattivi, sia che si scriva – ci sono meravigliose pagine che aspettano solo di essere scritte, magari da te.

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